{"id":10892,"date":"2026-04-29T10:42:07","date_gmt":"2026-04-29T08:42:07","guid":{"rendered":"https:\/\/scuolastudisuperiori.unimc.it\/?page_id=10892"},"modified":"2026-04-29T14:54:20","modified_gmt":"2026-04-29T12:54:20","slug":"saf-07-approfondimento","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/scuolastudisuperiori.unimc.it\/it\/saf-07-approfondimento\/","title":{"rendered":"SAF 07 &gt; Approfondimento"},"content":{"rendered":"\r\n\t\t<div  class=\"block-83d43ffa-5f61-4798-b97f-f386ade8e676 areoi-strip areoi-element strip alignfull section bg-secondary pb-0\">\r\n\t\t\t\r\n\t\t\t\n\r\n\t\t<div  class=\"block-2aa4d4ad-c89d-4a87-83a9-1abb7a0a8d74 areoi-element container\">\r\n\t\t\t\r\n\t\t\t\n\r\n\t\t<div  class=\"block-27f137e3-58db-49d0-8999-6b1d7c0a82b4 row areoi-element gx-lg-5\">\r\n\t\t\t\r\n\r\n\t\t\t\n\r\n\t\t<div  class=\"block-eb16ea82-de0f-492f-99f5-c2c346b64271 col areoi-element col-12 col-sm-12 col-md-12 col-lg-6 col-xl-7 col-xxl-7\">\r\n\t\t\t\r\n\t\t\t\n\n<h1 class=\"wp-block-heading display-3 text-accent w-75\">SAF 07 \/ <strong>VEDERE, MOSTRARE, GUARDARE<\/strong> &gt; Approfondimenti<\/h1>\n\n \r\n\t\t\t\r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n\n\r\n\t\t<div  class=\"block-b49ed961-68f6-4863-894f-2cb7b6b5e161 col areoi-element d-flex align-self-end col-12 col-sm-12 col-md-12 col-lg-6 col-xl-5 col-xxl-5\">\r\n\t\t\t\r\n\t\t\t\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img data-dominant-color=\"8d929d\" data-has-transparency=\"false\" style=\"--dominant-color: #8d929d;\" decoding=\"async\" width=\"1744\" height=\"978\" src=\"https:\/\/scuolastudisuperiori.unimc.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/SAF-07-.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-10920 not-transparent\" srcset=\"https:\/\/scuolastudisuperiori.unimc.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/SAF-07-.webp 1744w, https:\/\/scuolastudisuperiori.unimc.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/SAF-07--900x505.webp 900w, https:\/\/scuolastudisuperiori.unimc.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/SAF-07--768x431.webp 768w, https:\/\/scuolastudisuperiori.unimc.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/SAF-07--480x270.webp 480w\" sizes=\"(max-width: 1744px) 100vw, 1744px\" \/><\/figure>\n\n \r\n\t\t\t\r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n \r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n \r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n \r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n\n\r\n\t\t<div  class=\"block-07dd84df-3773-447f-b5b8-2417258a27e4 areoi-element container\">\r\n\t\t\t\r\n\t\t\t\n\n<div style=\"height:48px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\r\n\t\t<div  class=\"block-b5f117c3-e0b5-4b1c-8f62-e2120f4586a6 row areoi-element gx-lg-5\">\r\n\t\t\t\r\n\r\n\t\t\t\n\r\n\t\t<div  class=\"block-eb16ea82-de0f-492f-99f5-c2c346b64271 col areoi-element col-12 col-sm-12 col-md-12 col-lg-6 col-xl-7 col-xxl-7\">\r\n\t\t\t\r\n\t\t\t\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"w-75 has-medium-font-size\"><a href=\"https:\/\/scuolastudisuperiori.unimc.it\/it\/saf-07-vedere-mostrare-guardare-linguaggi-e-strumenti-digitali\/\"><em>&gt; Torna alla pagina della SAF<\/em><\/a><\/p>\n\n \r\n\t\t\t\r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n \r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n\n\r\n\t\t<div  class=\"block-b389dbb5-a5b8-463c-a6d2-e7c5d87ed40c row areoi-element gx-lg-5\">\r\n\t\t\t\r\n\r\n\t\t\t\n\r\n\t\t<div  class=\"block-fb4dc73e-cb12-45e3-ab16-a2c307b9e056 col areoi-element col-12 col-sm-12 col-md-12 col-lg-6 col-xl-7 col-xxl-7\">\r\n\t\t\t\r\n\t\t\t\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"w-75 has-medium-font-size\"><strong>Fare scoperte storico-artistiche con software di manipolazione digitale delle immagini: Barocci, Sangallo e altro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"w-75 has-medium-font-size\">\ud83d\udc64 <em>Ian Verstegen, University of Pennsylvania\/Universit\u00e0 della Pennsylvania<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nella conoscenza della storia dell&#8217;arte esistono metodi intuitivi e analitici. Software di manipolazione delle immagini digitali consentono un tipo di ricerca analitica, che ho utilizzato negli studi di cui parler\u00f2, su Federico Barocci e sugli architetti militari del Rinascimento italiano. Sorprendentemente, diversi strumenti digitali, tra cui l&#8217;intelligenza artificiale, non ci portano cos\u00ec lontano come avremmo sperato in questo genere di compiti. La maggior parte della ricerca presentata qui e si basa su una analisi manuale fatta con Photoshop. Ci\u00f2 che abbiamo esplorato \u00e8 la creazione digitale di un \u201ccontesto comune\u201d che supportasse il confronto diretto tra disegni e dipinti diversi, qualcosa di simile al &#8220;museo senza pareti&#8221; di Malraux. In questo modo si crea la base su cui basare giudizi altrimenti resi difficili dalla dispersione del patrimonio culturale in tutto il mondo e che si possono invece riportare su un tavolo di lavoro comune.<\/p>\n\n\n\n<p>Utilizzando questo paradigma, rivedr\u00f2 il metodo che ho usato esaminando i disegni e i dipinti di Federico Barocci, da un lato, e le indagini militari e archeologiche di Antonio da Sangallo il Giovane, dall\u2019altro. Cos\u00ec facendo, mostrer\u00f2 come vi siano scoperte fondamentali che sono ancora in attesa di essere fatte, perch\u00e9 la ricerca storico-artistica tradizionale non inizia dal ricostruire la genesi dell&#8217;opera finale, ma da pezzi isolati. Partendo dall&#8217;insieme, si possono invece comprendere meglio i processi mentali dell&#8217;artista o dell&#8217;architetto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Laboratorio. <\/strong>Gli studenti utilizzeranno una versione freeware di Photoshop per superare le restrizioni di licenza. Ci saranno una sessione &#8220;Barocci&#8221; e una sessione &#8220;Sangallo&#8221;. Dopo un&#8217;introduzione al software, verr\u00e0 assegnato loro un dipinto di Barocci su cui lavorare, in gruppo, e i risultati di questo lavoro saranno poi discussi insieme. Lo stesso accadr\u00e0 per Sangallo. Affrontando la sfida unica di ricostruire la perduta Immacolata Concezione di Macerata, verranno illustrati i limiti dei modelli di intelligenza artificiale. Infine, Gregory Vershbow introdurr\u00e0 alcune nozioni base relative ai software di realt\u00e0 virtuale (questa parte sar\u00e0 in inglese).<\/p>\n\n \r\n\t\t\t\r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n \r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n \r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n\n\r\n\t\t<div  class=\"block-1ae2f1cf-5e24-4772-88e6-5def8399273f areoi-element container\">\r\n\t\t\t\r\n\t\t\t\n\r\n\t\t<div  class=\"block-f59c923d-2a22-44e8-a94f-c066132c49b1 row areoi-element gx-lg-5\">\r\n\t\t\t\r\n\r\n\t\t\t\n\r\n\t\t<div  class=\"block-fb4dc73e-cb12-45e3-ab16-a2c307b9e056 col areoi-element col-12 col-sm-12 col-md-12 col-lg-6 col-xl-7 col-xxl-7\">\r\n\t\t\t\r\n\t\t\t\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"w-75 has-medium-font-size\"><strong>Sguardi psicologici sulla percezione della prospettiva<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"w-75 has-medium-font-size\">\ud83d\udc64 <em>Ivana Bianchi, Universit\u00e0 di Macerata<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019interesse per la prospettiva attraversa le arti, la teoria architettonica, la ricerca storica e la psicologia. Uno dei temi di dibattito pi\u00f9 interessanti anche per gli psicologi della percezione \u00e8 il fatto che gli artisti del Rinascimento spesso si discostassero dalle regole ferree della prospettiva per cercare invece soluzioni soddisfacenti per l&#8217;occhio dell\u2019osservatore. \u00c8 proprio rispetto a questo \u201csembrare giusto o sbagliato\u201d all\u2019occhio dell\u2019osservatore che la psicologia della percezione entra in gioco. Avvicineremo questo tema attraversando tre scenari.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo riguarda una breve riflessione sui diversi tipi di correzione introdotte dagli artisti per soddisfare il giudizio finale dell&#8217;occhio dell\u2019osservatore (a partire da Verstegen,&nbsp; 2010, e Hertzmann, 2024).<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo concerne i concetti di robustezza della prospettiva e di <em>implicit viewer<\/em> introdotti da Kubovy (1986), e accennando anche ad una loro possibile trasposizione al caso di dipinti che contengono la rappresentazione di specchi&nbsp; e che rivelano il fenomeno noto ai percettologi come \u201cEffetto Venere\u201d (Bertamini et al. 2003).<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, come terzo scenario, ci soffermeremo sull\u2019idea di \u201cRinascimento Controfattuale\u201d nata da un progetto di Kubovy e Liva (Liva, Bianchi, &amp; Kubovy, 2026, under revision) e che mostra le potenzialit\u00e0 di usare le tecnologie digitali per rispondere ad interrogativi nati guardando dipinti Rinascimentali aventi un punto di vista molto eccentrico (come mai l\u2019artista ha scelto questo punto di vista? Come sarebbe stato il dipinto assumendo un punto di vista pi\u00f9 centrale?) e spostando la ricerca della risposta dal piano della mera immaginazione a quello della percezione.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Bibliografia citata<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<p>Bertamini, M., Latto, R., &amp; Spooner, A. (2003). The Venus effect: People\u2019s understanding of mirror reflections in paintings. <em>Perception<\/em>, 32(5), 593\u2013599.<\/p>\n\n\n\n<p>Kubovy, M. (1986). <em>The Psychology of Perspective and Renaissance Art<\/em>. Cambridge University Press,&nbsp; Cambridge, UK.<\/p>\n\n\n\n<p>Liva, G., Bianchi, I., &amp; Kubovy, M. (under review), Counterfactual Renaissance: New Perspectives on the Role of Perspective. <em>Art &amp; Perception<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n \r\n\t\t\t\r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n \r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n\n\r\n\t\t<div  class=\"block-9ea3a5fa-b91c-4624-94fd-85e1c808f54e row areoi-element gx-lg-5\">\r\n\t\t\t\r\n\r\n\t\t\t\n\r\n\t\t<div  class=\"block-eb16ea82-de0f-492f-99f5-c2c346b64271 col areoi-element col-12 col-sm-12 col-md-12 col-lg-6 col-xl-7 col-xxl-7\">\r\n\t\t\t\r\n\t\t\t\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"w-75 has-medium-font-size\"><strong>Geometrie digitali. Rappresentare l\u2019architettura dipinta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"w-75 has-medium-font-size\">\ud83d\udc64 <em>Gabriella Liva, Universit\u00e0 Iuav di Venezia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio, l\u2019analisi, l\u2019interpretazione di alcune opere di uno dei pittori pi\u00f9 discussi della seconda met\u00e0 del XVI sec. Jacopo Robusti, noto come il Tintoretto, aprono ampie riflessioni su come valorizzare il nostro patrimonio artistico e culturale mediante una modalit\u00e0 espositiva capace di garantire un\u2019esperienza conoscitiva aumentata dall\u2019uso di dispositivi digitali. La creazione di percorsi esperienziali, orchestrati da una narrazione sensibile che si avvia nell\u2019atto stesso della sua fruizione, pu\u00f2 garantire all\u2019osservatore una critica interazione dipendente dal processo conoscitivo delle opere e dei loro spazi evocati.<\/p>\n\n\n\n<p>Dietro a tali sperimentazioni \u00e8 presente una metodologia scientifica di ricerca che \u00e8 stata messa in pratica proprio su alcuni teleri di Tintoretto. L\u2019adozione di note regole prospettiche offre la possibilit\u00e0 di restituire, con un rigoroso metodo inverso e con adeguati software di modellazione 2D e 3D, lo spazio dipinto, dimostrando, come riportato nelle testimonianze storiche scritte, la reale possibilit\u00e0 che Tintoretto abbia utilizzato delle vere e proprie <em>maquette<\/em> in scala ridotta, necessarie alla progettazione di composizioni nelle quali inserire le luci e, <em>ex post<\/em>, i personaggi che le abitano.<\/p>\n\n\n\n<p>Partendo da alcune tra le pi\u00f9 famose opere del pittore veneziano \u00e8 possibile verificare digitalmente la coerenza della tecnica prospettica &#8211; ragionando sulle volute deformazioni e correzioni pittoriche adottate da Tintoretto in maniera strategica e controllata soprattutto nelle opere pi\u00f9 mature -, l\u2019impostazione scenica in cui l\u2019architettura dipinta diventa l\u2019elemento strutturale della composizione, il cinematismo visivo e fisico dettato dal punto di vista dell\u2019osservatore invitato a muoversi nella narrazione multipla della messa in scena, il rapporto tra lo spazio dipinto e lo spazio fisico, e, infine, la sua profonda ammirazione per lo spazio teatrale che porta l\u2019artista a trasformare lo spazio dipinto in un vero e proprio palcoscenico urbano dove collocare le narrazioni bibliche.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla luce di queste considerazioni, le tecnologie digitali a supporto dell\u2019arte si prestano a&nbsp; narrare la genesi compositiva delle opere in una destrutturazione controllata degli elementi dipinti, mediante la proiezione di contenuti multimediali che spaziano dalla visualizzazione di cloni digitali delle architetture dipinte a trasformazioni geometriche tipiche dell\u2019<em>image warping<\/em>, proponendo oggigiorno dei percorsi di fruizione immersivi, volti a potenziare l\u2019interazione e la conoscenza dell\u2019inestimabile patrimonio artistico e culturale, nel caso di Tintoretto anche in modalit\u00e0 prossime alle dinamiche teatrali. L\u2019aspettativa innescata dall\u2019intrattenimento si confronta con l\u2019osservazione diretta delle opere, invitando a riflettere sul significato delle opere che ci circondano. Agli studenti sar\u00e0 chiesto di ragionare su altri capolavori pittorici di grandi maestri per apprendere strategie compositive e fruitive volte a coinvolgere l\u2019osservatore nel processo di conoscenza storico-artistica.<\/p>\n\n \r\n\t\t\t\r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n \r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n \r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n\n\r\n\t\t<div  class=\"block-61fd2d23-4618-4a16-82d7-689c315a62b3 areoi-element container\">\r\n\t\t\t\r\n\t\t\t\n\r\n\t\t<div  class=\"block-1dc6e3bb-d43a-413d-98ba-88f9539c5ba8 row areoi-element gx-lg-5\">\r\n\t\t\t\r\n\r\n\t\t\t\n\r\n\t\t<div  class=\"block-eb16ea82-de0f-492f-99f5-c2c346b64271 col areoi-element col-12 col-sm-12 col-md-12 col-lg-6 col-xl-7 col-xxl-7\">\r\n\t\t\t\r\n\t\t\t\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"w-75 has-medium-font-size\"><strong>Geometrie del terrore. Rappresentare gli spazi liminali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"w-75 has-medium-font-size\">\ud83d\udc64 <em>Agostino De Rosa, Universit\u00e0 Iuav di Venezia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La casa \u00e8 il luogo degli affetti e della sicurezza, dove ci rifugiamo dal mondo esterno che preme con le sue angosce e convenzioni. L\u00ec speriamo di trovare la nostra <em>comfort zone<\/em>, dove ogni cosa \u00e8 disposta secondo lo schema logico e affettivo che risponde alla nostra idea di ordine e bellezza. Eppure non meno di quattro anni fa, la nostra casa si \u00e8 trasformata in un incubo vivente che, nel rito collettivo e laico del lockdown, ci ha imprigionati per molti mesi. Gli spazi domestici, adornati dai nostri arredi e decori pi\u00f9 belli, hanno iniziato a subire una lenta trasformazione, divenendo ben presto specchi sinistri in cui si rifletteva la nostra inquietudine, la paura che da quella casa (forse) non saremmo mai usciti. In un lento processo degenerativo, la nostra casa \u00e8 diventata luogo di reclusione: \u00e8 vero che ci ha protetto, nei casi migliori, dal mondo esterno, e tuttavia ha rivelato a tutti noi che senza quel mondo esterno, pieno di contraddizioni e pericoli, la nostra vita perdeva progressivamente senso. Proprio su questo tema, quello della casa e dello spazio domestico che improvvisamente mutano il loro senso e diventano altro da noi, riflette la conferenza e per farlo esplora l\u2019espediente retorico della <em>haunted house<\/em>, adottando alcuni testi paradigmatici che hanno posto in evidenza le complessit\u00e0 e le contraddizioni di vivere in spazi perturbanti e spaesanti. Ma la comunicazione vuole sondare anche come il tema della paura nello spazio domestico, abbia cambiato il nostro modo di percepire e immaginare il mondo, soprattutto dopo che la pandemia ha trasformato tutte le nostre case in case infestate, non solo dal virus, ma dalle nostre paure e dai nostri \u2018fantasmi\u2019. Per farlo, useremo le ricostruzioni digitali delle case letterarie infestate svolte nei corsi istituzionali di <em>Disegno <\/em>che ho tenuto negli ultimi 4 anni presso l\u2019Universit\u00e0 Iuav di Venezia: le <em>tools <\/em>eidomatiche infatti hanno permesso la creazioni di veri e propri storyboard digitali e modelli interattivi capaci di slatentizzare l&#8217; iridescente complessit\u00e0 di questi <em>spazi retorici<\/em>, sospesi tra invenzione e realt\u00e0, tra paura e speranza. Del resto parafrasando David Foster Wallace, per il quale &#8220;ogni storia d\u2019amore \u00e8 una storia di fantasmi\u201d, si potrebbe a ragione sostenere che \u201cogni storia di fantasmi \u00e8 una storia d\u2019amore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Agli studenti sar\u00e0 chiesto di \u2018adottare\u2019 (come agli \u2018uomini libro\u2019 di <em>Fahrenheit 451<\/em> di Ray Bradbury) un breve racconto <em>weird <\/em>&#8211; a scelta o suggerito dalla docenza &#8211; e di costruire un\u2019analisi \u2018retorica\u2019 (testuale, grafica, performativa, multimediale, critico-teoretica etc.) degli spazi e degli eventi in esso descritti, ognuno con il proprio taglio disciplinare, agevolando la creazione di gruppi caratterizzati da un forte meticciato culturale e accademico.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Bibliografia consigliata<\/em> Ag. De Rosa, G. Lazzaretto, G. Piccinin, <em>Geometrie del terrore. Lo spazio architettonico nella letteratura weird<\/em>, Anteferma Edizioni 2025<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n \r\n\t\t\t\r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n \r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n\n\r\n\t\t<div  class=\"block-98481a24-78ae-41a1-aa93-6586ff7992ad row areoi-element gx-lg-5\">\r\n\t\t\t\r\n\r\n\t\t\t\n\r\n\t\t<div  class=\"block-fb4dc73e-cb12-45e3-ab16-a2c307b9e056 col areoi-element col-12 col-sm-12 col-md-12 col-lg-6 col-xl-7 col-xxl-7\">\r\n\t\t\t\r\n\t\t\t\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"w-75 has-medium-font-size\"><strong>Le scale: riflessioni su un&#8217;immagine<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"w-75 has-medium-font-size\">\ud83d\udc64 <em>Paolo Spinicci, Universit\u00e0 La Statale di Milano<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le scale appartengono agli elementi architettonici pi\u00f9 consueti: i nostri appartamenti si raggiungono facendo qualche rampa di scale e talvolta vi sono scale che all&#8217;interno di un appartamento conducono dal soggiorno alle stanze da letto o allo studio. Le scale ci consentono di spostare la nostra vita su piani diversi, consentendoci di accedere alla dimensione dell&#8217;alto e del basso, e dando piena espressione alla tridimensionalit\u00e0 dello spazio abitabile. Proprio per questa loro natura familiare e per il loro immediato connettersi alla nostra vita, le scale hanno una forte valenza immaginativa. Bachelard nella <em>Poetica dello spazio<\/em> sosteneva che le scale hanno un verso univoco: la scala della cantina scende, la scala del solaio \u00e8 in salita. Ma il gioco dell\u2019immaginazione \u00e8 molto pi\u00f9 complesso, come ci mostra una analisi delle scale in <em>Delitto e castigo<\/em> o di un appartamento in cui le scale compaiono solo alla fine come la <em>Metamorfosi <\/em>di Kafka. E quanto pi\u00f9 ricco si fa il valore immaginativo, tanto meno rilevante si fa la congruenza delle descrizioni letterarie ad un possibile spazio narrato \u2013 un fatto questo che accomuna i testi letterari alle immagini, come mostrano le scale delle Prigioni di Piranesi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Laboratorio.<\/strong> Il laboratorio cercher\u00e0 di mostrare attraverso la moltiplicazione degli esempi le diverse possibilit\u00e0 immaginative che si legano alle scale e alle loro diverse forme.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n \r\n\t\t\t\r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n \r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n \r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n\n\r\n\t\t<div  class=\"block-476dc849-b7d0-457e-8e7b-dbee5539518b areoi-element container\">\r\n\t\t\t\r\n\t\t\t\n\r\n\t\t<div  class=\"block-1d86fc70-32f2-4aec-9f92-2263d5309f87 row areoi-element gx-lg-5\">\r\n\t\t\t\r\n\r\n\t\t\t\n\r\n\t\t<div  class=\"block-eb16ea82-de0f-492f-99f5-c2c346b64271 col areoi-element col-12 col-sm-12 col-md-12 col-lg-6 col-xl-7 col-xxl-7\">\r\n\t\t\t\r\n\t\t\t\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"w-75 has-medium-font-size\"><strong><em>28 maggio <\/em><\/strong>&gt; <strong>Expositio Mundi. Dispositivo espositivo e costruzione dello sguardo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"w-75 has-medium-font-size\">\ud83d\udc64 <em>Lorenzo Benedetti, storico dell\u2019arte e curatore<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quali sono i limiti e le definizioni dello spazio espositivo? A partire da Expositio Mundi, iniziativa dedicata alla genealogia delle pratiche espositive moderne, l\u2019intervento intende riflettere sulla mostra come dispositivo capace di organizzare il complesso rapporto tra opera, spazio e pubblico. L\u2019esposizione oltre ad essere il luogo di presentazione diventa un dispositivo che orienta lo sguardo, struttura la percezione e produce specifiche modalit\u00e0 di esperienza. La disposizione delle opere, la costruzione dei percorsi e l\u2019articolazione degli ambienti determinano infatti condizioni di visibilit\u00e0 che incidono direttamente sui processi interpretativi. In questa prospettiva, il pubblico non coincide con un destinatario passivo, ma con un soggetto coinvolto nella produzione di senso. Emblematico, in tal senso, \u00e8 il caso di &#8220;Ipotesi per una mostra&#8221;, opera di Giulio Paolini del 1963, che mette in scena il rapporto tra lo spazio, il visitatore e la consapevolezza della propria posizione all\u2019interno dell\u2019esperienza espositiva. Il lavoro evidenzia come la visione non sia mai separabile dalla costruzione spaziale che la rende possibile e da quella dimensione relazionale attraverso cui l\u2019opera incontra il pubblico. Expositio Mundi offrir\u00e0 cos\u00ec un\u2019occasione per interrogare la mostra come forma culturale capace di produrre non solo visibilit\u00e0, ma anche conoscenza e nuove modalit\u00e0 del guardare.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n \r\n\t\t\t\r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n \r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n\n\r\n\t\t<div  class=\"block-06d232b4-5099-4a79-8ba8-4684ff10a5b8 row areoi-element gx-lg-5\">\r\n\t\t\t\r\n\r\n\t\t\t\n\r\n\t\t<div  class=\"block-1e567cd2-9e33-4bc1-889f-e3de3802ac57 col areoi-element col-12 col-sm-12 col-md-12 col-lg-6 col-xl-7 col-xxl-7\">\r\n\t\t\t\r\n\t\t\t\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"w-75 has-medium-font-size\"><strong>Cartografia della sensibilit\u00e0. Una citt\u00e0 attraverso i sensi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"w-75 has-medium-font-size\">\ud83d\udc64 <em>Vincent Lecoq, <em>artista visivo e fotografo<\/em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>A conclusione di una residenza artistica a Macerata, il workshop propone una restituzione del progetto sviluppato insieme agli studenti e alla comunit\u00e0 locale, affiancata da una riflessione sul modo in cui percepiamo e rappresentiamo la citt\u00e0. Il lavoro si concentra su una geografia sensibile, costruita attraverso memorie, emozioni e pratiche individuali, in dialogo con la dimensione pi\u00f9 oggettiva dello spazio urbano.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso la presentazione della serie fotografica e delle mappe sensibili realizzate, il progetto mette in luce il passaggio dal vedere al mostrare, fino al guardare, interrogando il ruolo dell\u2019autore e del fruitore nella costruzione dello sguardo. La fotografia e la mappatura diventano strumenti per tradurre l\u2019esperienza vissuta in una forma condivisibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il workshop invita gli studenti a rileggere il proprio rapporto con la citt\u00e0, confrontando la propria esperienza con quella emersa dal progetto. Si apre cos\u00ec uno spazio di riflessione sulle modalit\u00e0 con cui lo spazio urbano pu\u00f2 essere immaginato, percepito e restituito, tra pratica artistica e approccio interdisciplinare.<\/p>\n\n \r\n\t\t\t\r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n \r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n\n\r\n\t\t<div  class=\"block-4684e15f-2608-4f22-9f27-958e1b8bc696 row areoi-element gx-lg-5\">\r\n\t\t\t\r\n\r\n\t\t\t\n\r\n\t\t<div  class=\"block-afc95577-3774-4497-90c9-5ee13723b206 col areoi-element col-12 col-sm-12 col-md-12 col-lg-6 col-xl-7 col-xxl-7\">\r\n\t\t\t\r\n\t\t\t\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"w-75 has-medium-font-size\"><a href=\"https:\/\/scuolastudisuperiori.unimc.it\/it\/saf-07-vedere-mostrare-guardare-linguaggi-e-strumenti-digitali\/\"><em>&gt; Torna alla pagina della SAF<\/em><\/a><\/p>\n\n \r\n\t\t\t\r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n \r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n \r\n\t\t<\/div>\r\n\t\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p> [&#8230;]<\/p>\n<p><a class=\"btn btn-secondary understrap-read-more-link\" href=\"https:\/\/scuolastudisuperiori.unimc.it\/it\/saf-07-approfondimento\/\">Leggi di pi\u00f9&#8230;<span class=\"screen-reader-text\"> from SAF 07 &gt; Approfondimento<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"class_list":["post-10892","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>SAF 07 &gt; Approfondimento - Scuola Studi Superiori G. 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